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December 18, 2013
December 18, 2013

La deportazione vi renderà liberi – i campi di concentramento europei del XXI secolo

Author: Anna Papoutsi Translator: Vincenzo Monaco
Category: Borders
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La deportazione vi renderà liberi – i campi di concentramento europei del XXI secolo

Mappa dei CIE. Clicca qui per l'immagine della mappa a schermo interno.

Esiste è un settore economico molto redditizio dietro i Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) in Spagna e in tutta Europa. Da imprese di costruzione, di catering o di cure mediche, alle compagnie aeree con contratti di assistenza per la deportazione di migranti privi di documenti. Spesso i dirigenti di queste aziende ricoprono delle cariche all’interno di organi decisionali,
relativi all’immigrazione o in potenti lobbies, per trovare una posizione comoda ed influenzare la politica pubblica per conto delle loro aziende.

CIE – Centri di Identificazione ed Espulsione

Attualmente ci sono 8 CIE in Spagna, per migranti privi di documenti che sono in procinto di essere deportati nel loro paese di origine. Sembra che se l’espulsione non può essere eseguita, la persona viene rilasciata, dal momento che la sua detenzione in questi centri non ha più senso. Tuttavia, secondo uno studio condotto da Martinez Escamilla nel suo libro “Le donne nel CIE “, nel 2011 solo il 48 % dei detenuti nei CIE è stato deportato.

L’istituzione dei CIE si basa su una legge del 1985 che consente la possibilità di fermare le persone che sono soggette a procedimento di espulsione. L’arresto non può essere di natura punitiva. Questi centri, che sostanzialmente operano in un vuoto giuridico e si basano solo sulle regole interne, sono sotto il controllo del Ministero degli Interni . La polizia nazionale li dirige e, secondo la testimonianza di persone che sono state detenute in questi luoghi o tramite le relazioni delle organizzazioni per i diritti umani, questi centri sono in realtà prigioni.

Le denunce di abusi sui prigionieri sono numerosi: urla, insulti, punizioni, abusi, deportazioni senza preavviso e tre morti a partire dal 2011.

Il più recente si è verificato il 3 dicembre, quando Aramis Manukyan, armeno di 42 anni, si è suicidato impiccandosi nel CIE di Barcellona. Altri prigionieri hanno denunciato che le guardie lo avevano torturato e lo avevano messo, da solo, in cella. Da lì, per ore, si potevano sentire le sue urla, prima che decidesse di farla finita.

Il 6 gennaio 2013, Idrissa Diallo, 21 anni, è morto tragicamente nello stesso centro. Secondo diversi testimoni, aveva più volte accusato gravi problemi di respirazione e dolore, ma nessuno gli prestava attenzione e non c’era neanche un traduttore per spiegare le sue esigenze. Quando l’assistenza medica arrivò, era troppo tardi.

Il 19 Dicembre, 2011, Samba Martine è morto senza aver ricevuto nemmeno una diagnosi. Aveva una figlia di nove anni.

Deportazioni assistite: i voli della vergogna

Una delle pratiche più controverse attualmente in Europa è l’espulsione degli migranti privi di documenti. Antigonia, nella sua presentazione del festival antifascista a Barcellona nel mese di novembre, ha gettato luce su questo sporco processo che passa completamente inosservato.

In Spagna, non avere i documenti è considerato un illecito amministrativo. Tuttavia, essere detenuto in un CIE prima di essere deportato è una pratica comune.

Quando si tratta di deportare solo una o due persone, la deportazione avviene su voli commerciali. Quando vengono deportate più persone, allora vengono noleggiati voli speciali. In entrambi i casi, le compagnie aeree coinvolte in questo processo sono molto note al pubblico comune: Iberia, Air France, ecc.

Il secondo caso richiede una pianificazione dettagliata e attenta . Il paese europeo che vuole espellere un immigrato senza documenti deve cooperare con il loro paese di origine. Ad esempio, secondo la Campagna per la chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione (NO CIE), per un volo da Madrid al Senegal il Ministero dell’Interno dove noleggiare un aereo, trovare una rotta libera, organizzare il trasporto degli migranti dalle diverse città all’aeroporto, assegnare un numero significativo di polizia per salvaguardare l’operazione, coordinarsi con le autorità senegalesi e, soprattutto, assicurarsi che l’aereo sia pieno di “passeggeri”.

La testimonianza di un senegalese, che è stato deportato in questo modo e che la Campagna NO CIE è riuscita a localizzare nel proprio Paese, è devastante. Quando arrivò a Madrid all’aeroporto di Barajas ha realizzato la portata dell’operazione. Decine di suoi connazionali sono stati costretti ad aspettare sotto sorveglianza in un salotto dell’aeroporto. Alcuni venivano dal CIE di Aluche. Altri erano stati trasferiti.

Tuttavia, non tutti venivano da questi centri. C’erano anche degli migranti che erano stati appena arrestati e che venivano direttamente dal commissariato di polizia. Serigne, di Dakar, ci dice che uno dei suoi amici è stato arrestato a Valencia, proprio vicino casa sua, mentre andava a comprare il pane. Mbacke racconta il suo dramma: è stato catturato subito dopo avere inviato del denaro a sua madre, mentre andava in bicicletta verso il suo lavoro, in un campo dove si raccolgono cetrioli e peperoni. Altri senegalesi sono stati arrestati a Malaga, Saragozza, Alicante, Maiorca, Almeria, Salou… Inoltre, ci sono casi di persone arrestate nel momento in cui vanno a richiedere o rinnovare i loro documenti!

In molti casi la polizia agisce con violenza e ci sono dei video che documentano questi incidenti in voli misti. Nessuno sa cosa accade in quei voli che sono specificamente noleggiati per la deportazione. Nel luglio 2007, il nigeriano Osamuyi Aikpitanyi è stato soffocato a morte durante una deportazione assistita dalla Spagna alla Nigeria, dopo che le guardie gli hanno tappato la bocca. Quasi cinque anni dopo, gli agenti di polizia, responsabili della sua morte, sono stati condannati a pagare una multa di 600 € e sono stati esonerati da qualsiasi responsabilità per la sua morte. A causa della collusione tra Stato e società di sicurezza, e la nostra tolleranza in materia, la lunga lista di persone che hanno perso la vita per mano delle autorità europee è ancora in crescita…

POSSIAMO E DOBBIAMO AGIRE ORA!

Antigonia consiglia le seguenti azioni per chiunque si trovi in un volo con deportati:

Istruzioni - IT

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