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July 19, 2012
July 19, 2012

‘Vogliono distruggere il paese, dobbiamo impedirlo’: la Spagna scende nelle strade

Author: Sofia Tipaldou Translator: duolingo
Source: Counterfire  Categories: On the crisis, Protest
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‘Vogliono distruggere il paese, dobbiamo impedirlo’: la Spagna scende nelle strade

In Spagna, con una nuova serie di forti proteste,.continua la battaglia contro le misure di austerità del governo. Con la mobilitazione dei minatori ancora fresca nella menti delle persone essi hanno occupato le strade anche oggi dicendo no alla politica del governo. Più di 80 manifestazioni hanno avuto luogo nel paese sotto la bandiera ‘Vogliono distruggere il paese. Lo dobbiamo evitare, noi siamo la maggioranza”.
Come se le misure di austerità già introdotte non fossero abbastanza, il governo di Mariano Rajoy ne ha annunciato di nuove per l’11 Luglio. Punta a risparmiare ulteriori 65 miliardi di euro dal bilancio nei prossimi due anni e mezzo.

Le misure includono un aumento dell’IVA del 3% (dal 18% al 21%). Nel settore pubblico, la tredicesima mensilità sarà sospesa e il numero dei giorni liberi a disposizione sarà ridotto. I sussidi di disoccupazione saranno tagliati fino al 6% dal sesto mese di disoccupazione (le indennità di disoccupazione hanno una durata massima di 24 mesi) e sarà ridotto un elevato numero di incentivi per assumere nuovi lavoratori.

I contributi per la previdenza sociale pagati dai datori di lavoro saranno ridotti dell’1% nel 2013 e di un altro 1% nel 2014. I contributi statali per i partiti politici, i sindacati di categoria, e per le associazioni d’imprese diminuiranno del 20%. Infine, il trasporto ferroviario, portuale e aereo sarà privatizzato.

Secondo i sindacati di categoria, le nuove misure di austerità costituiscono un’aggressione senza precedenti, che aggravano gli effetti della recessione, creano una maggiore disoccupazione, e violano i diritti costituzionali dei cittadini. Sembra che, per salvare le banche, il governo spagnolo stia imponendo sacrifici ai più svantaggiati.

Questa volta, i tagli riguardano i disoccupati, i funzionari pubblici, e l’intera popolazione a causa dell’aumento dell’IVA. E questo, dopo una riforma del lavoro che rende i licenziamenti più convenienti, aumenta il prezzo dei medicinali, aumenta le tasse universitarie, e crea enormi tagli alla sanità pubblica e all’istruzione. Per tutta risposta i sindacati di categoria hanno indetto la manifestazione odierna, per protestare contro queste ‘riforme’.

Allo stesso tempo, varie associazioni della società civile stanno annunciando un boicottaggio dei consumi, il che significa un’astensione da ogni modo di generare denaro, per esempio facendo acquisti e bonifici bancari, consumando energia e rifornendo le loro automobili.

I boicottaggi dei consumi amplificano i risultati delle manifestazioni e degli scioperi generali mettendo in grado coloro che non hanno potuto manifestare di mostrare il loro malcontento. L’ultimo embargo generale è stato organizzato per il 29 marzo 2012, il giorno dello sciopero generale. Il movimento 15M ha indetto un illimitato embargo dei consumi il 15 di ogni mese, per colpire le grandi aziende transnazionali e le banche che fanno profitto grazie a riforme antisociali e antidemocratiche.

E’ ormai chiaro che il governo ha chiuso un occhio di fronte a tutte le manifestazioni, compreso lo sciopero generale di Marzo. E’ anche vero che quando il presidente Rajoy annunciava dei tagli in più, i suoi membri del parlamento stavano applaudendo. Forse le persone troveranno questo accettabile in una democrazia, senza considerare cosa queste misure comportino. Ma ciò che oltrepassa i limiti dell’accettabilità, tuttavia, è la reazione di un membro del parlamento, Andrea Fabra. Nel momento in cui il suo capo annunciava i tagli per i disoccupati, il membro del parlamento Andrea Fabra urlava in parlamento: ‘Che si fottano’ (Que se jodan). Sfortunatamente, il membro del parlamento Fabra rimane al suo posto avendo rilasciato una lettera che esprime quanto dispiaciuto sia per ‘l’errore’ commesso e che non intendeva offendere i disoccupati ma i membri del parlamento del partito socialista. Questo è il triste livello del governo spagnolo di oggi. È su questo terreno marcio che il popolo spagnolo è chiamato a restituire ciò che, non tanto tempo fa, gli apparteneva.

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