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October 9, 2012
October 9, 2012

Manifestanti greci antifascisti “torturati dalla polizia” dopo scontro con Alba Dorata

Author: Maria Margaronis Translator: Lorena D'Agostino
Source: The Guardian  Category: Antifascism
This article is also available in: eneselpl
Manifestanti greci antifascisti “torturati dalla polizia” dopo scontro con Alba Dorata

Quindici persone arrestate ad Atene sostengono di aver subito quello che il loro avvocato descrive come un’umiliazione in stile Abu Ghraib.

Quindici manifestanti antifascisti arrestati ad Atene durante uno scontro con i sostenitori del partito neonazista Alba Dorata hanno detto di essere stati torturati presso la Centrale di Polizia dell’Attica (GADA) – l’equivalente ateniese di Scotland Yard – e hanno subito ciò che il loro avvocato descrive come un’umiliazione in stile Abu Ghraib.

Anche i membri di un secondo gruppo di venticinque persone arrestate il giorno dopo durante una manifestazione a sostegno dei compagni antifascisti, hanno dichiarato di essere stati picchiati, costretti a denudarsi e a chinarsi davanti agli agenti nella stessa centrale.

Molti dei manifestanti arrestati dopo la prima dimostrazione domenica 30 Settembre hanno detto al Guardian di esser stati schiaffeggiati e colpiti da un agente di polizia mentre cinque o sei altri guardavano, gli hanno sputato addosso e li hanno “usati come posacenere” perché “puzzavano”, e sono stati mantenuti svegli tutta la notte con torce e laser puntati agli occhi.

Alcuni hanno detto di aver subito bruciature sulle braccia con un accendino, e che gli agenti di polizia li videoregistravano con i cellulari e li minacciavano di pubblicare le foto su internet. Gli hanno intimato di dare i loro indirizzi ad Alba Dorata, che ha una storia di violenza politica.

La popolarità di Alba Dorata è in ascesa dopo le elezioni di giugno, quando ha ottenuto diciotto seggi in parlamento, e di recente è diventata la terza forza politica secondo alcuni sondaggi, dietro il partito conservatore Nuova Democrazia e il partito di sinistra Syriza.

Il mese scorso il Guardian ha riferito che agenti di polizia avrebbero suggerito a delle vittime di reato di chiedere aiuto ad Alba Dorata, per poi sentirsi obbligate a fare donazioni al gruppo.

Una delle due donne fra gli arrestati ha dichiarato che gli ufficiali hanno utilizzato espliciti insulti a sfondo sessuale e le hanno tirato la testa per i capelli quando ha cercato di evitare di essere filmata. I manifestanti hanno detto che gli è stata negata l’acqua potabile e un avvocato per diciannove ore. “Eravamo così assetati che abbiamo bevuto acqua dai gabinetti”, ha raccontato.

Un uomo con una ferita sanguinante alla testa e un braccio rotto, che gli hanno procurato durante il suo arresto, ha sostenuto che la polizia ha continuato a picchiarlo presso la GADA e gli sono state rifiutate cure mediche fino al mattino successivo. Un altro ha detto che durante l’arresto la polizia lo ha preso a calci nei testicoli mentre gli tenevano le gambe divaricate.

“Hanno sputato su di me e hanno detto che saremmo morti come i nostri nonni durante la guerra civile”, ha dichiarato.

Un terzo ha detto che è stato colpito alla spina dorsale con un taser, mentre cercava di scappare; la bruciatura è ancora visibile. “è come una scossa elettrica” ha detto. “Le mie gambe si sono paralizzate per qualche minuto e sono caduto a terra. Mi hanno legato i polsi dietro la schiena e hanno iniziato a colpirmi e a darmi calci nelle costole e in testa. Poi mi hanno detto di alzarmi, ma non potevo, così mi hanno tirato su per le manette, tenendo i piedi sui miei stinchi. Hanno continuato a darmi calci e pugni per cinque isolati dentro la volante della polizia.”

I manifestanti hanno chiesto che il proprio nome non sia pubblicato per timore di rappresaglie da parte della polizia o di Alba Dorata.

Anche altri manifestanti hanno dichiarato di essere stati “torturati” al GADA. “Ognuno veniva mandato da un poliziotto che ci faceva spogliare nudi nel corridoio, ci faceva piegare in due e ci apriva il retto per mostrarlo a tutti gli altri che erano lì”, ha detto uno di loro al Guardian. “Ha fatto tutto quello che voleva con noi. Ci schiaffeggiava, ci colpiva, ci diceva di non guardarlo, di non sedere a gambe incrociate. Gli altri poliziotti che passavano di lì non facevano nulla.

“Tutto quello che potevamo fare era guardarci a vicenda per farci coraggio. Ci ha tenuto lì per più di due ore. Rispondeva al cellulare e diceva: ‘sono al lavoro e io li sto fottendo, io li sto fottendo eccome’. Alla fine solo a quattro di noi sono state formalizzate le accuse per resistenza all’arresto. È stata una giornata di altri tempi, quelli della giunta dei colonnelli.”

In risposta alle accuse, Christos Manouras, portavoce della polizia ellenica, ha dichiarato che “non c’è stato uso della forza da parte degli agenti di polizia contro alcuno a GADA. La polizia greca esamina in modo approfondito ogni singolo rapporto sull’uso della violenza da parte di agenti di polizia; se dovessero emergere responsabilità, la polizia intraprenderà le adeguate azioni disciplinari contro gli agenti responsabili. Non vi è alcun dubbio che la polizia greca rispetta sempre i diritti umani e non usa violenza.”

La manifestazione di domenica è stata organizzata dopo che un centro sociale della comunità tanzaniana ha subito atti vandalici da parte di un gruppo di 80-100 persone in un quartiere centrale di Atene, nei pressi di Aghios Panteleimon, una roccaforte di Alba Dorata, dove ci sono stati molti attacchi violenti contro gli immigrati.

Secondo i manifestanti, circa 150 persone hanno attraversato il quartiere in moto distribuendo volantini. Hanno detto che la testa della parata ha incrociato due o tre uomini in magliette nere di Alba Dorata, ed è scoppiata una rissa. Un gran numero di forze dell’ordine è subito piombato su di loro dalle strade circostanti.

Secondo Manouras: “Durante la protesta in moto, ci sono stati scontri tra manifestanti e residenti. La polizia è intervenuta per evitare che la situazione degenerasse e per ristabilire l’ordine pubblico. Ci potrebbero essere state delle lesioni di lieve entità, durante gli scontri trai residenti, i manifestanti e la polizia.”

Marina Daliani, l’avvocato di uno dei quindici ateniesi, ha detto che sono stati accusati di “disturbo della quiete pubblica con il volto coperto” (perché indossavano caschi da motociclista), e di lesioni personali gravi nei confronti di due persone. Ma, ha detto, finora non è stata presentata nessuna prova di tale danno. Sono stati rilasciati in seguito del pagamento di una cauzione di 3.000 euro ciascuno (2.400 sterline inglesi).

Secondo Charis Ladis, l’avvocato di un altro manifestante, il maltrattamento di cittadini greci in custodia della polizia si era raramente verificato fino a quest’anno: “Questo caso dimostra che abbiamo voltato pagina. Finora, c’era la convinzione che chi fosse arrestato, anche violentemente, sarebbe stato al sicuro in custodia. Tuttavia questi giovani hanno detto di aver vissuto una terribile, interminabile notte”.

Dimitris Katsaris, l’avvocato di quattro dei manifestanti, ha detto che i suoi clienti hanno subito un’umiliazione stile Abu Ghraib, riferendosi al centro di detenzione dove prigionieri iracheni sono stati torturati da soldati americani durante la guerra in Iraq. “Questo non è solo un caso di brutalità della polizia del genere che si sente parlare di tanto in tanto in tutti i paesi europei. Questo sta accadendo ogni giorno. Abbiamo le foto, abbiamo la prova di quello che succede alle persone che protestano contro l’avanzata del partito neonazista in Grecia. Questo è il volto nuovo della polizia, in collaborazione col sistema giudiziario.”

Uno dei manifestanti arrestati, un uomo tranquillo di trent’anni che se ne sta in disparte, mi ha detto: “I giornalisti qui non denunciano queste cose. Devi raccontare cosa sta succedendo in questo paese che ha sofferto così tanto durante il nazismo. Non gliene importerà niente a nessuno, a meno tu non lo racconti all’estero.”

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