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April 17, 2014
April 17, 2014

Spagna: Privatizzazione di case popolari: “o paghi o sei in mezzo a una strada”

Author: F. Fafatale Translator: Francesco Maggi
Source: Periodico Diagonal  Category: On the crisis
This article is also available in: enesel
Spagna: Privatizzazione di case popolari: “o paghi o sei in mezzo a una strada”

L’immobiliare Encasa Cibeles, società di Azora e Goldman Sachs, ha comprato 3000 case popolari (VPO, Vivienda de Proteccion Official) per 201 milioni di euro.

“O paghi, o sei in mezzo a una strada. Siamo investitori, non una ONG. Abbiamo investito milioni e vogliamo guadagnarci.”
Questa la risposta che i gli inquilini delle case popolari dell’Ivima ( Instituto de la Viviendas de Madrid ) hanno ricevuto da Encasa Cibeles, società prestanome dietro la quale si celano Azora e Goldman Sachs alla quale la Comunidad de Madrid ha venduto quasi 3000 VPO per 201 milioni di euro.

“Non siamo una ONG”, dicono. Eppure, i contribuenti hanno finanziato questi responsabili della crisi, globale e domestica, per l’acquisto di case popolari a 201 milioni di euro, valutate più di 300 milioni. Gli speculatori pagarono 67.000 euro ad appartamento, mentre ora dagli inquilini che vogliono esercitare il diritto all’acquisto pretenderebbero di incassarne 150.000. Da notare che più della metà degli inquilini paga l’affitto minimo. Sono disoccupati di lunga data, donne sole con figli a carico, famiglie numerose, immigranti, disabili… “Queste case sono di proprietà pubblica, sono state costruite coi soldi di tutti i madrileni”, si difendono i vicini.

Da quando la Comunidad de Madrid rappresentata dell’erede di Esperanza Aguirre, Ignacio Gonzales, ha dato in pasto agli avvoltoi queste case popolari, Encasa Cibeles, alias Azora e Goldman Sachs, non ha mancato di commettere irregolarità.
La prima fu un errore di battitura per il quale figurava che avevano acquisito le 2935 abitazioni, con 32 operazioni finanziarie, e 42 lotti commerciali, per 201.000 euro! Questo errore obbligò a modificare la risoluzione, concedendo agli inquilini il tempo necessario per presentare ricorso in tribunale, con l’aiuto dei movimenti per il diritto alla casa come il PAH. Più dell’80% degli interessati si è potuto avvalere dell’assistenza legale gratuita. Per alcuni, però, la situazione è talmente precaria che non avevano i soldi per pagarsi il trasporto per andare a depositare il ricorso.

Altre irregolarità

Secondo le vittime della vendita, “Encasa Cibeles comprò le 3000 abitazioni popolari con un capitale iniziale di 3000 euro, vi sembra possibile?”. Ma la sorpresa non finisce qua: “Se per contratto possiamo esercitare il diritto di acquisto nel 2014, come possono vendere le nostre case nel 2013? E perché siamo obbligati a pagare tutto o comprare quando scade la concessione, se abbiamo diritto fino a 8 anni?”, si domandano. E ancora: “Poco prima della vendita hanno cambiato la legge in modo che potessero vendere il gruppo di edifici senza tener conto del diritto di prelazione, ma la legge dice che dovrebbero prima informare i diretti interessati!”.

Negli ultimi mesi, i media hanno portato alla luce altri malcostumi – se non sospetti crimini – di Goldman Sachs e Azora. Hanno messo gli edifici in vendita su internet, nonostante queste fossero occupate da inquilini con regolare contratto (con prelazione d’acquisto), ad un prezzo superiore da quello stimato da IVIMA. In alcuni casi pretendono più del doppio di quello che gli costò acquistarli dalla Comunidad de Madrid. Il tutto in un negoziato privato con denaro pubblico, presumibilmente illegale. E in più le vittime segnalano che gli annunci offrono cose inesistenti e con fotografie che non corrispondono al vero.

Spettabili inquilini, pagate l’IBI (imposta sui beni immobili)

Recentemente i diretti interessati hanno ricevuto una lettera intestata “Spettabili inquilini” che gli intimava di pagare l’Impuesto de Bienes Inmuebles (IBI, tassa sugli immobili) e la Tasa de Residuos Urbanos (tassa sui rifiuti urbani) con pagamento anticipato. Una bolletta da 600/800 euro, con possibilità di rateizzazione. Dopo ciò, i vicini si sono informati nei rispettivi comuni, dove hanno saputo che neanche ancora si conosceva il valore catastale delle abitazioni. L’IBI è un’imposta che devono pagare i proprietari, non gli inquilini. In verità, Ivima non l’aveva mai richiesto.

In ogni caso, secondo l’articolo 20.1 LAU, il locatore e il locatario devono aver concordato e messo per iscritto alla firma del contratto l’importo annuale dell’IBI. Cosa che non è successa, per cui non è esigibile, si difendono i vicini. Quindi Encasa Cibeles sta chiedendo di pagare in anticipo il rimborso di costi (imposte su immobili e rifiuti) che al momento non ha ancora sottoscritto. E in più non sa neanche se gli inquilini siano tenuti a pagare, né l’importo esatto. “Stanno cercando di raccogliere denaro in qualsiasi modo”, lamentano gli abitanti.

Come se non bastasse, i proprietari chiedono agli inquilini tartassati di aiutarli a cacciare via gli abusivi che occupano alcune di queste case popolari. Nel Ensanche de Vallecas, complesso alla periferia di Madrid, il 30% degli appartamenti è occupato da famiglie a prevalenza gitana. Ma gli affittuari non stanno al loro gioco: ”La convivenza non è facile. Però il nostro problema non sono gli occupanti abusivi. Il nostro problema è arrivare alla fine del mese col reddito che abbiamo”, assicurano.

Gli inquilini che pagano, subiscono ulteriori pressioni: “Ogni volta che estinguiamo un pagamento, ci dicono che dobbiamo pagare il prezzo pieno dell’affitto o comprare tutto l’appartamento, altrimenti ci cacceranno in mezzo a una strada. Stanno cercando di dividerci, ci offrono altri contratti, altri appartamenti, altre zone…”

Come si vive in questa situazione? “Mi sto ammalando. Non c’è logica. Non abbiamo risorse. Stanno giocando con il nostro futuro. Non dormo la notte pensando che mi potrebbero sfrattare. Purtroppo ci stiamo scontrando coi potenti: la Comunidad de Madrid e la Goldman Sachs, che non solo hanno potere economico, ma anche un peso politico”, sostiene una madre di tre figli il cui lavoro consiste nel “cercare lavoro”.

Negoziati privati con soldi pubblici

Le cause contro questa speculazione si moltiplicano. Oltre al ricorso presentato dagli abitanti, è stata riconosciuta l’azione legale presentata dal Grupo Parlamentario Socialista e dall’Asamblea de Madrid contro la Comunidad de Madrid di Ignacio Gonzales per appropriamento indebito di fondi pubblici e prevaricazione per la vendita a prezzo di favore di case popolari ad un’azienda privata.

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